Guardare indietro con cura
Obiettivo di apprendimento Alla fine di questa lezione, studenti e studentesse sanno guardare indietro a un’esperienza ordinaria, porsi una domanda utile e individuare qualcosa che possono portare con sé.
Questa lezione in classe è la base dell’incontro 2 di Dieci incontri per attiviste e attivisti.
- Durata
- 40 minuti
- Come lavora la classe
- A coppie, poi individuale
- Ti serve
- Carta, penne e scenari inventati
- Si apre con
- Il periodo, guardando indietro
Prima di iniziare
Mantieni inventato il lavoro condiviso e rendi la riflessione personale facoltativa, privata e non raccolta. Non chiedere agli studenti di rivivere un trauma o di rivelare un evento difficile.
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Perché conta
Le giornate possono passare in fretta, lasciando poco tempo per notare che cosa è cambiato, che cosa ha aiutato o che cosa ha bisogno di attenzione. La riflessione crea uno sguardo indietro intenzionale. È diversa dal rimuginare, perché non riviviamo ogni dettaglio. Cerchiamo una comprensione, una scelta o una domanda che possa viaggiare con noi.
La capacità nel contesto Esaminare pensieri, emozioni ed esperienze con l’intenzione di sviluppare consapevolezza e comprensione.
Sulla capacità della riflessioneProva la pratica interattivaProvala prima tu
“Ciò che oggi stava mostrando” richiede qualche minuto di quiete, solo per te, prima di insegnarla. Niente di ciò che scrivi viene salvato o inviato.
Apri con “Il periodo, guardando indietro”
5 minUsa “Il periodo, guardando indietro” come riflessione privata. Studenti e studentesse possono scegliere una parola da condividere, mentre tutti i dettagli restano loro.
Prendetevi un momento per guardare indietro a tutto il periodo, da dove siete adesso.
Completate in silenzio tre frasi: qualcosa che ho attraversato, qualcosa che mi ha sorpreso e qualcosa che sono pronto a lasciare qui.
Le esperienze piacevoli e quelle difficili hanno entrambe il loro posto, e non dovete trasformare né le une né le altre in una lezione.
Se vi va, offrite una parola dalla vostra riflessione. Si può sempre passare.
Cosa ascoltare Non chiedere agli studenti di spiegare una parola e non dare per scontato che “esserne usciti” significhi che la difficoltà è finita. Lascia sempre possibili il silenzio e il passare.
Spiegazione dell’insegnante
10 minLa riflessione può svolgersi in tre movimenti: fermarsi su un momento, porsi una domanda curiosa e decidere che cosa, se qualcosa, portarne via. Una domanda utile apre alla comprensione invece di attaccare la persona che ha vissuto l’esperienza.
“Perché sono fatto così?” può chiudere una riflessione intorno alla colpa. “Che cosa stava succedendo, che cosa ha aiutato e di che cosa potrei avere bisogno la prossima volta?” lascia più spazio. A volte la conclusione onesta è che servono più informazioni o più sostegno, oppure che il momento non è ancora pronto per essere esaminato.
Domande per la classe
- In che cosa la riflessione è diversa dal rivivere un momento in loop?
- Quando la distanza può rendere più facile o più difficile guardare indietro?
- Che cosa rende una domanda di riflessione curiosa invece che colpevolizzante?
Momento, domanda, cosa porto con me
17 min- Piega un foglio in tre riquadri intitolati Momento, Domanda e Cosa porto con me.
- Mostra il procedimento con un evento condiviso neutro, usando una domanda che cerca di capire invece di trovare una colpa.
- Dai a ogni coppia una situazione inventata e di poco conto, come perdere l’autobus, mandare un messaggio poco chiaro o ripassare l’argomento sbagliato.
- Le coppie completano i tre riquadri e verificano se ciò che portano con sé è un’informazione, un’azione possibile o una richiesta di sostegno, e non una sgridata.
- Invita alcune coppie a condividere solo ciò che portano con sé, mostrando che uno stesso momento può portare a comprensioni diverse.
- Proponi un giro privato facoltativo con un piccolo momento personale. Il foglio non viene raccolto e si possono lasciare i riquadri vuoti.
Riflessione privata
5 minQuale tipo di momento di una settimana potrebbe valere la pena di guardare indietro, e quale domanda gentile potrebbe aiutarvi a imparare da esso senza restarci incastrati dentro?
Come riflettono Diario personale
Conclusione
3 minGuardare indietro non deve per forza significare rivivere il momento. Possiamo chiederci le cose con cura, e portare avanti solo ciò che è utile o pronto.
Tutela
Mantieni inventato il lavoro condiviso e rendi la riflessione personale facoltativa, privata e non raccolta. Non chiedere agli studenti di rivivere un trauma o di rivelare un evento difficile. Se la riflessione fa emergere sofferenza, aiuta lo studente a tornare al presente e segui le consuete procedure di tutela.
Se qualcosa che dice un ragazzo o una ragazza ti preoccupa, segui il consueto percorso di tutela della tua scuola o del tuo contesto. Non è un peso che devi portare da solo.
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Il piano è modificabile, quindi puoi cambiare i nomi, gli esempi e i tempi per adattarli ai ragazzi e alle ragazze che hai davanti.
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